Tanto tempo fa, in un grande bosco c’era una quercia e sui suoi rami nodosi c’erano molte foglie, erano tutte sue figlie.
Tra le foglie ce n’era una diversa, era una foglia particolare, le piaceva tanto ballare.
Un giorno mamma quercia la rimproverò, le disse che non era un uccello, che le foglie non ballano. Lei ubbidì e cercò di non ballare più.

Passarono un paio d’anni, la foglia era diventata grande e badava alle piccole e giovani foglie, ma, quando aveva un po’ di tempo libero, iniziava a dondolare e ballava al ritmo del vento.
Le altre foglie cominciarono ad imitarla e tutta la chioma della quercia sembrava ballare al suono di una dolce musica.
Fu così che la quercia divenne famosa e tutta la gente che passava si fermava a guardarla.

Gruppo PON Attori … in erba

Io ho un cane di nome Chicco. Ha il pelo di colore bianco, molto lungo e folto. Le sue zampe sono corte e piccole perché è ancora cucciolo, ha solo tre mesi. I suoi occhi sono tondi e castani, le orecchie corte e il musetto piccolo.
Quando entra in casa, comincia a rincorrere me e mia sorella Martina, ma noi non abbiamo paura perché sappiamo che vuol solo giocare.
Se noi stiamo dormendo, lui viene in camera e salta sul nostro letto, però io lo faccio scendere subito perché, di solito, ho ancora voglia di dormire.
Ha l’abitudine di mangiucchiare le pantofole, anche se non le rovina perché i suoi dentini sono ancora troppo piccoli.
Gli piace molto passeggiare e correre, mangiare la pasta ma anche il prosciutto e i biscotti.
È un cane coccolone e adorabile.
Melanie – classe 4^ C
C’era una volta un cavaliere di nome Lanfranco.
Un brutto giorno, mentre cavalcava lungo un sentiero, sentì delle urla: sicuramente qualcuno aveva bisogno del suo aiuto.
Immediatamente spronò Fulmine, il suo cavallo, e si precipitò in direzione delle urla.
Arrivò davanti alle mura di un imponente castello e si accorse che le urla provenivano dalla più alta delle torri. Era una principessa in pericolo, a giudicare dalla voce.
Scese da cavallo e si precipitò lungo le scale che portavano alla torre ma, giunto in alto, si trovò davanti a una principessa bruttissima, la più brutta che avesse mai incontrato.
Carmelina – era questo il nome della principessa – chiamandolo eroe tentò di abbracciarlo ma, non appena si accorse che lui si rifiutava, scoppiò a piangere.
Lanfranco ne approfittò e scese giù di corsa per le scale, dove trovò gli abitanti del villaggio che erano accorsi allarmati dalle grida.
Lanfranco raccontò che lassù viveva una principessa molto, ma molto brutta, ma gli abitanti non gli credettero. Come poteva essere brutta, se era una principessa?
Intanto Carmelina, la principessa, era scesa giù dalla torre approfittando della porta lasciata aperta dal prode cavaliere. Quando la videro, gli abitanti del paese cedettero al cavaliere e scapparono via velocemente. La principessa, rimasta sola, risalì le scale e tornò nella sua torre.
Ogni tanto riprendeva a urlare chiedendo di essere salvata, ma tutti là intorno facevano finta di niente.
Fabiana - classe 4^C

Disegno a matita di Luca - classe 4^ B
Quattro anni fa io e la mia sorellina abbiamo combinato un bel pasticcio. Siamo andate nella nostra cameretta, abbiamo preso un paio di forbici ed io ho incominciato a tagliare i capelli a mia sorella.
Quando è arrivata la mamma, si è arrabbiata molto e mi ha sgridata. Io, spaventata, sono scappata, sono inciampata e sono anche caduta.
Il giorno dopo siamo andate tutte e tre dal parrucchiere per far sistemare il taglio di capelli a mia sorella.
Fabiana – classe 4^ C

Un bel giorno io e due miei amici stavamo andando in bici quando, ad un tratto, trovammo cinque scoiattolini feriti. Dovevamo portarli a casa per poterli medicare ma non avevamo spazio per portarli sulle bici, qualcuno doveva lasciare lì la bici. Così giocammo a morra cinese e persi proprio io!Non volevo lasciare la bici ma i patti erano quelli, quindi non avevo altra scelta. Dovevo lasciare il più bel regalo che avessi mai ricevuto e a cui tenevo tanto.
Lasciai la bici e dissi: - La prossima volta la dovrà lasciare qualcuno di voi due!
Il mio amico Marco per tutta risposta esclamò: - Se ci sarà una prossima volta! Ah! Ah! Ah!
Mi scocciava ammetterlo ma aveva ragione. Piangendo risposi: - Non voglio essere più vostro amico!
Presi tutti gli scoiattolini tra le mani e scappai.
Arrivato a casa, raccontai tutto quello che mi era successo alla mia mamma mentre lei si prendeva cura degli scoiattolini. Per consolarmi lei mi disse che l’indomani sarebbe arrivato papà.
Evviva!!! – esclamai.
Ero così felice che non pensai più ai miei amici.
L’indomani mattina arrivò papà con un grandissimo pacco regalo per me. Naturalmente lo aprii immediatamente e … rimasi senza parole. Conteneva una bici superbella!
Sicuramente – pensai - la mamma gli aveva raccontato tutto quello che mi era capitato.
Il giorno dopo io e papà andammo a fare una lunga passeggiata in bici.
Gabriele - classe 4^ C
Il 19 giugno son partita insieme alle mie maestre e al mio compagno Enrico per Milano, dovevamo ritirare un premio vinto dalla nostra classe nel concorso Policultura Kids organizzato dal Politecnico.
Non potevamo andarci tutti perciò le maestre hanno estratto a sorte ed è toccato a me. Mi son messa le mani nei capelli per la felicità!
Il giorno della partenza ero eccitata e provavo una forte emozione. Abbiamo trascorso la notte in treno. Il mattino successivo, arrivati alla stazione di Milano, appena scesi dal treno abbiamo trovato ad aspettarci il cugino di Enrico che, fuori dalla stazione, ci ha indicato il Pirellone, il grattacielo dove ci sono gli uffici della Regione Lombardia. Poi ci ha accompagnati a casa sua dove ci siamo rinfrescati un po’ e abbiamo fatto colazione. Subito dopo siamo usciti di nuovo per andare a visitare il Duomo e la Galleria e, quando ci è venuta fame, ci siamo fermati allo spizzico per mangiare qualcosa.
Nel pomeriggio siamo andati nell’appartamento che avevamo preso in affitto, abbiamo sistemato la nostra roba e ci siamo preparati per andare alla cerimonia di premiazione.
Purtroppo c’era un guasto alla linea della metropolitana, abbiamo perciò pensato di prendere il tram o l’autobus ma anche quelli erano rotti. Per fortuna siamo riusciti a trovare un taxi libero e siamo arrivati finalmente al Politecnico.
Quando siamo entrati in quella grande sala mi sono impressionata perché c’era tantissima gente e pochi posti a sedere; la maestra Lorena è riuscita a trovare alcuni posti vuoti e ci siamo seduti.
Quando è toccato a noi ritirare il premio, ci hanno fatto anche una foto di gruppo con il diploma in bella mostra.
Poi, a piedi, siamo andate al palazzo della Triennale per partecipare al buffet.
Il giorno dopo abbiamo visitato il Castello Sforzesco, il cortile interno e le sale di alcuni musei. Abbiamo ammirato tanti strumenti musicali antichi e tutti gli oggetti esposti nel museo egizio.
Il giorno dopo siamo partiti per fare ritorno a casa.
Fabiana - classe 4^C