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FILASTROCCA DI PINOCCHIO

Quel Pinocchio dal lungo naso,

volta la carta e scoppia il caso;

il caso di chi dice bugia,

volta la carta e perde la via;

e la via con i malandrini,

volta la carta: oh gli assassini!

Gli assassini che gridan forte,

volta la carta e vedi la morte;

e la morte che s’era sbagliata,

volta la carta ed ecco la Fata;

è la Fata di turchino aspetto,

volta la carta, vedi Geppetto.

Geppetto fa il falegname,

volta la carta, vedi il legname;

nel legname c’è quel pezzo duro,

volta la carta, chi c’è sul muro?

Sul muro c’è il Grillo parlante,

volta la carta, ne ha dette tante!

Nessuna, Pinocchio ha ascoltato,

volta la carta e c’è un mercato.

Un mercato di asini bigi

volta la carta: ma che prodigi!

Pinocchio ciuco diventato,

volta la carta ed è ritornato

un burattino che scappa forte,

volta la carta: ma che brutta sorte!

Finire in bocca al Pescecane!

Volta la carta e cosa rimane?

Qualche spicciolo d’oro zecchino,

il buon cuore di Pinocchio-bambino.

Laura Morini

Gira la carta - Filastrocca.

Pinocchio è un burattino

gira la carta, trovi un bambino:

un bambino che ha il cuore d’oro,

gira la carta, ecco Alidoro:

Alidoro, che è intelligente,

gira la carta, oh, quanta gente!

e la gente che va al teatrino,

gira la carta trovi Arlecchino:

Arlecchino balla la tarantella,

gira la carta, vedi Pulcinella:

Pulcinella che è uno straccio,

gira la carta, trovi un omaccio:

  è Mangiafoco, buono l’ha il cuore,

gira la carta, verde è il pescatore!

il pescator che mangia i bei pescini,

gira la carta, o mamma,…. gli assassini!

e gli assassini col coltellaccio,

gira la carta, trovi il fattaccio:

Pinocchio è già impiccato,

gira la carta, lo scopri malato

e malato con grandi dolori,

gira la carta, ecco i dottori:

i dottori con l’amara medicina,

gira la carta, appare la donnina

e la donnina che è la Fatina,

gira la carta, vedi la lumachina:

la lumaca con la candela in testa,

gira la carta, Pinocchio è alla festa:

la festa dura troppo pochino,

gira la carta, Pinocchio è un ciuchino

ed è un ciuchino che raglia raglia,

gira la carta, c’è tanta paglia

e la paglia che a lui non va,

gira la carta, aiuto!….Eccola là:

la Balena!… lo beve come un confetto,

gira la carta, trovi Geppetto

e Geppetto che è mezzo matto,

gira la carta e scopri il Gatto:

il Gatto con la Volpe malandrina,

gira la carta e trovi la faina:

la faina, di galline ne ruba tante,

gira la carta, appare il Grillo parlante

e il Grillo parlante che parla assai,

ma questa storia, non finisce mai?

 

maestra Morini Laura

Dedica a Pinocchio

Ti ritrovo nella memoria,

snodato burattino di legno,

devo alla tua bella storia,

un poco del mio ingegno,

che mi fa prendere talora

un foglio bianco e una matita

per buttar giù, pur a tarda ora,

una novella che magari va smarrita.

 

Con te imparai ad amare la scrittura

e anche la vita indipendente,

la ribellione non mi fa paura,

è qualcosa che dentro la si sente.

Come te avevo voglia di scappare,

vivere storie avventurose,

pur con quell’ansia di tornare

ad un sempre di tenere cose.

 

Nel confronto con la vita tua azzardata,

cercai accanto a me il mio Geppetto,

così la presenza dolce di una Fata:

di babbo e mamma di più apprezzai l’affetto.

Nel bianco mio lettino,

com’è nella celebre canzone,

sognai di te bambino,

vivendo la grande tua emozione.

 

Crescendo di Pinocchio la lezione,

non ho dimenticato mai,

la vita è bella, tutta un emozione

anche quando non ce la fai…

a sopportare il Grillo Parlante

pur se, poveraccio, dà consigli buoni,

troppe volte è così tanto seccante,

che Dio, lo spero proprio, mi perdoni,

gli darei, come facesti tu

una martellata sulla testa,

che per un po’ non si vedesse più,

nè dalla porta, nè dalla finestra;

a convivere col pescecane:

è sempre lì con la bocca spalancata,

mai si contenta sol del pane,

ma lo vuole col burro e marmellata;

a riguardarsi dalla Volpe e ‘l Gatto,

di questi ne ho trovati assai;

chi si finge buono, chi un po’ matto….

l’importante è non fidarsi mai,

perché a ritrovarsi a ragliare,

ci vuole un batter d’occhi!

La vita è solo da lottare!

Non esiste il Paese dei Balocchi!

 

Tra bene e male è una lotta districarsi!

L’uomo è comunque arbitro del suo destino!

Il pezzo del pane, bisogna guadagnarsi

e qualcuno a noi, sempre è vicino!

Quanti insegnamenti, o Burattino,

se la tua storia muove al riso o al pianto,

pur fa riflettere ogni bambino

e di questo potresti farti vanto.

 

Faccio la maestra di mestiere,

ormai gli anni sono tanti….

ho considerato sempre mio dovere

portare di Pinocchio il nome avanti

e l’esperienza, che viene dal passato,

il burattino m’invita a ripresentare,

per ogni bimbo rimasto affascinato

e con lui capace di sognare.

Nella scuola c’è un teatro dei burattini.

l’ho dipinto, bello oltre misura!

Lì da anni ormai, i nostri bambini

di Pinocchio rappresentan l’avventura.

Attori s’improvvisan, come di professione,

per far scorrere in diretta,

pur sul filo dell’animazione,

la vita tua, varia e non perfetta.

 

Chi ti giudica, Pinocchio, superato,

desta dentro di me un gran dispetto;

nessun libro fu tanto indovinato,

grazie a me, non finisce nel cassetto.

 

Laura Morini